Il Termometro dell’Aula: Donato Pessolano e la politica della vigilanza costante

Il nostro viaggio tra i protagonisti di Palazzo di Città accoglie oggi una delle voci più battagliere e costanti dell'opposizione. Incontriamo Donato Pessolano, consigliere comunale uscente che ha fatto del controllo ispettivo e della presenza fisica sul territorio i pilastri del suo mandato. Con una formazione forgiata nel rigore della militanza e del sindacato militare, Pessolano ha vissuto la consiliatura come una "sentinella" instancabile, spesso critico verso una gestione amministrativa che definisce distante dalle reali esigenze dei quartieri.
In questa nuova tappa de "Il Termometro dell’Aula", il consigliere non usa giri di parole: dai banchi della minoranza rivendica la coerenza di chi ha scelto il "no" convinto a provvedimenti ritenuti non validi per la città, preferendo la concretezza dei servizi offerti nella sua segreteria storica di Piazza Luciani ai proclami d'aula. Ne emerge il ritratto di un amministratore che vive la politica come un corpo a corpo quotidiano con i problemi del decoro urbano e della trasparenza, convinto che Salerno debba ripartire dal recupero dei suoi "gioielli dimenticati".
 
 
Per rompere il ghiaccio: caffè al volo al Corso o passeggiata lenta sul Lungomare? Qual è il rito salernitano a cui non rinuncerebbe mai, nemmeno nel pieno della campagna elettorale?
Senz'altro dico caffè al corso. Rispecchia maggiormente la mia personalità: cerco sempre di essere attivo e costantemente presente sul territorio. E, anzi, direi che in campagna elettorale si moltiplicheranno ancora di più anche in altre zone della città. La passeggiata lenta sul Lungomare è bellissima, ma il nostro Lungomare è in uno stato assolutamente indecoroso: speriamo che le cose in futuro possano cambiare.
Tutti abbiamo iniziato da qualche parte: si ricorda il momento esatto in cui, camminando per Salerno, ha pensato per la prima volta 'voglio candidarmi per cambiare questa cosa'?
La mia discesa in campo è dovuta ad anni di militanza politica. Da sempre ho sognato di mettermi al servizio della cittadinanza. Questo lavoro si è svolto anche in continuità con la mia attività di rappresentanza nell'ambito dei sindacati militari. E dunque pensai, perché non mettere il mio impegno anche a disposizione dei cittadini? Peraltro, poi, già in seguito alla mia prima candidatura, nel 2011, ho aperto uno spazio di dibattito, confronto e servizi alla cittadinanza in Piazza Matteo Luciani, che continua, ancora oggi, ad essere funzionale alle esigenze di tanti cittadini salernitani.
Se dovesse indicare un singolo atto o delibera votata negli ultimi anni di cui oggi, col senno di poi, cambierebbe il contenuto o l'impostazione, quale sarebbe e perché?
Negli anni ho sempre votato convintamente contro. Non ritenevo nessuna delle proposte della maggioranza valide per la città di Salerno.
Qual è stata la proposta più valida arrivata dalla parte politica opposta che avrebbe meritato più spazio o che l'ha convinta, nonostante l'appartenenza?
La proposta più valida e che mi ha convinto riguarda e giunta dall'opposizione fu quella di incorporare i lavoratori delle disciolte cooperative a Salerno Pulita. Il nostro intento era però quello di contrattualizzarli e non di dare loro un semplice contentino.
Se dovesse portare un turista in un angolo di Salerno che non è ancora 'da cartolina' ma che lei ha contribuito a migliorare (o che sogna di trasformare), dove lo porterebbe e cosa gli racconterebbe del suo lavoro lì?
Il Belvedere di via Benedetto Croce è forse l'angolo di questa città a cui tengo di più. Ho provato in più occasioni a cercare di portare l'attenzione dell'amministrazione su quello che è un vero e proprio gioiello della nostra città, alle porte della Costiera Amalfitana. Purtroppo è ancora abbandonato a sè stesso.
C'è un cittadino che ha deciso di non votare perché pensa che 'tanto non cambia nulla'. Se lo incontrasse al bar domattina, quale sua azione passata o quale suo tratto caratteriale gli racconterebbe per convincerlo che la sua presenza in Consiglio fa davvero la differenza?
Non è vero che non può cambiare nulla in questa città. E se proprio dovessi indicare un'azione che potrà consentire un cambiamento è senz'altro quella del voto. Cercare di essere tra la gente in modo concreto e quotidiano, ad esempio con i servizi di assistenza fiscale offerti presso la mia segreteria, provare ad attenzionare giorno dopo giorno le problematiche, da quelle più semplici a quelle più articolate, che devono affrontare i cittadini salernitani, penso possano essere alcune delle azioni che, nella loro semplicità, possano aver contraddistinto il mio operato in Consiglio in questi anni. Starà poi ai salernitani fare le scelte che ritengono più opportune.
 
Quella di Donato Pessolano è la fotografia di una politica che non concede sconti e che vede nel ruolo di opposizione non un semplice esercizio di dissenso, ma un dovere di vigilanza democratica. Dalle sue risposte emerge chiaramente il profilo di un consigliere che non crede nelle "passeggiate lente" quando c’è da denunciare lo stato di incuria del Lungomare o del Belvedere di via Benedetto Croce, preferendo il ritmo serrato di chi abita il Corso e le periferie ogni giorno.
La sua sfida per la prossima tornata elettorale è un richiamo diretto alla responsabilità: trasformare la sfiducia in partecipazione attiva attraverso il voto, unico strumento per scardinare l'idea che "tanto nulla cambia". Resta da vedere se i salernitani premieranno questa intransigenza costruttiva, che mette al centro l'assistenza diretta al cittadino e la critica puntuale agli atti di governo, scommettendo su chi ha scelto di non cambiare mai "colore" alla propria battaglia di coerenza.
"Il Termometro dell'Aula" prosegue il suo viaggio. Chi sarà il prossimo protagonista a raccontarci la sua visione di Salerno tra i banchi di Palazzo di Città? La nostra ricognizione continua