Il Termometro dell’Aula: Dante Santoro e il "Fiato sul Collo" alla Salerno delle incompiute

Il nostro viaggio tra le anime di Palazzo di Città con la rubrica "Il Termometro dell'Aula" accende oggi i riflettori su uno dei volti più riconoscibili della minoranza, un agitatore di idee che ha fatto del controllo ispettivo un’arma di partecipazione costante. Incontriamo Dante Santoro, consigliere uscente che ha trasformato il suo mandato in una lunga "corsa" – non solo elettorale – tra il lungomare e i quartieri della zona orientale. Entrato nell’agone politico giovanissimo, tra i banchi del Liceo Tasso, Santoro porta al "Termometro dell’Aula" una visione che non ammette grigi: da un lato la denuncia frontale contro quella che definisce "l'amministrazione delle vergogne", dall'altro la rivendicazione di centinaia di "missioni compiute" nate da segnalazioni dal basso.
In questa intervista, il leader di "Prima Salerno" si spoglia della diplomazia per raccontare la sua battaglia contro il "muro di gomma" della maggioranza, proponendo un modello di città dove il decoro urbano e il rilancio degli spazi comuni, come Villa Carrara o il Porticciolo di Pastena, non siano concessioni, ma diritti da difendere con un monitoraggio ossessivo.
 
 

Per rompere il ghiaccio: caffè al volo al Corso o passeggiata lenta sul Lungomare? Qual è il rito salernitano a cui non rinuncerebbe mai, nemmeno nel pieno della campagna elettorale?

Essendo un dinamico, amando anche fare corse sul lungomare di Salerno -anche se ultimamente più spesso verso la zona orientale- preferisco di gran lunga camminare sul nostro bellissimo fronte mare, ammirare lo specchio d’acqua e salutare qualche passante che puntualmente mi ferma per chiedermi di risollevare il Lungomare dal degrado.
La prima cosa da fare sarà un’opera di rilancio dell’area di Piazza Cavour, ripiantumare essenze arboree adatte e bonificare angoli ormai degradati del Lungomare.

Tutti abbiamo iniziato da qualche parte: si ricorda il momento esatto in cui, camminando per Salerno, ha pensato per la prima volta 'voglio candidarmi per cambiare questa cosa?

Si, in realtà risale a più di vent’anni fa e ne avevo 15 si anni, stavo al Liceo Torquato Tasso e decisi di impegnarmi politicamente per la mia città ma non prima di essermi misurato con il voto dei miei compagni di scuola.
Ero seduto su un motorino e dissi ad un mio amico: “l’anno prossimo mi candido Rappresentante d’Istituto”.
L’amico restò stupito che avessi pensato addirittura un anno prima alla cosa e mi commentò che ero deciso, si chiama Guglielmo lui avrà dimenticato l’aneddoto ma io lo ricordo, l’anno dopo fui eletto e poi anche l’anno successivo.

Se dovesse indicare un singolo atto o delibera votata negli ultimi anni di cui oggi, col senno di poi, cambierebbe il contenuto o l'impostazione, quale sarebbe e perché?

Mah essendo stato all’opposizione non per sport ma per una visione di Città convintamente diversa da quella dell’Amministrazione delle Vergogne avuta in questi 10 anni non ho memoria di delibere di Consiglio Comunale votate di cui me ne pento, anche perché quando ho visto temi giusti e di interesse collettivo -raramente in mano all’amministrazione Napoli eterodiretta da De Luca- ho risparmiato il voto contrario con un’astensione o finanche qualche voto favorevole (se ne contano sulle dita di una mano).
Piuttosto ricordo con amarezza proposte di delibere di Consiglio o anche convocazioni di Consigli Comunali monotematici che si sono imbattute nel muro di gomma della politica del duetto Napoli-De Luca, non ultima la richiesta di adesione alla rottamazione delle Cartelle per tributi e imposte comunali che avrebbe necessitato di un Consiglio Comunale prima della decadenza forzata di Enzo Napoli. Nessuna risposta ed un danno a migliaia di persone, per volere di De Luca che ha dimesso il sindaco pro tempore…

Qual è stata la proposta più valida arrivata dalla parte politica opposta che avrebbe meritato più spazio o che l'ha convinta, nonostante l'appartenenza?

L’amministrazione comunale appena decaduta è stata una delle pagine più tristi degli ultimi decenni politici, finita in maniera ingloriosa ma iniziata già infelicemente con l’indagine delle coop e la giungla del verde pubblico abbandonato per 5 anni.
Non posso ricordare proposte degne di nota, ed in effetti basta chiedere ai salernitani se c’è stato qualcosa da ricordare e di notevole in questi ultimi 5 anni.

Se dovesse portare un turista in un angolo di Salerno che non è ancora 'da cartolina' ma che lei ha contribuito a migliorare (o che sogna di trasformare), dove lo porterebbe e cosa gli racconterebbe del suo lavoro lì?

Lo porterei con orgoglio a visitare la Villa Carrara Rinata, per proseguire poi sul Porticciolo di Pastena e finire la passeggiata mangiando un buon gelato seduti sulle panchine nuove di zecca fatte installare da qualche giorno in Piazza Caduti di Brescia a Pastena.
La Zona Orientale è rinata con il mio Fiato sul Collo, ma ricordo anche opere importanti fatte per la Villa Comunale in Centro e tanti interventi sui Quartieri per garantire bonifiche e decoro. Una su tutte è la ciclica bonifica della spiaggia Yasmina Beach a Torrione che avviene da quando io istituì l’attività di pulizia con i volontari ad inizio del mio primo mandato.

C'è un cittadino che ha deciso di non votare perché pensa che 'tanto non cambia nulla'. Se lo incontrasse al bar domattina, quale sua azione passata o quale suo tratto caratteriale gli racconterebbe per convincerlo che la sua presenza in Consiglio fa davvero la differenza?

Gli direi che chi si astiene ha sempre torto, i collusi e le camorre vanno a votare in massa, se si ama la propria città e si vuole cambiare anche un pezzo del proprio quartiere o del proprio giardino bisogna andare a votare.
Io con il mio Fiato sul Collo ho portato a termine in dieci anni più di mille missioni compiute, ci ho messo sempre la faccia ed ho comunque migliorato ove possibile le condizioni di vita di migliaia di cittadini salernitani, partendo da piccoli interventi per rendere più vivibile la città a grandi progetti di rilancio di quartieri, piazze ed aree pubbliche.
Chi ha a cuore le sorti di Salerno, dovrebbe vincere l’ignavia e la tentazione dell’astensionismo, andare a prendere la tessera elettorale e votare la lista Prima Salerno fondata Dante Santoro il 24 e 25 maggio facendo un buon servizio per i propri concittadini ed i posteri.
Lo dico senza falsa modestia. Il mio saluto ai lettori ed a chi vorrà contattarmi dopo questa intervista per partecipare alla redazione del Programma Partecipato per una Salerno Nuova.

Quello di Dante Santoro è il graffio di chi non si sente un semplice inquilino del Consiglio, ma una sentinella pronta a scattare su ogni cantiere fermo o aiuola abbandonata. Dalle sue parole emerge il profilo di un politico "di movimento" che ha scelto di sfidare l'apatia con la velocità dell'azione e la capillarità dei social, convinto che il futuro di Salerno si giochi sulla capacità di sottrarre il governo cittadino alle logiche di quello che lui definisce un "duetto eterodiretto".
La sua scommessa per la prossima tornata elettorale è un appello muscolare alla mobilitazione: trasformare l'indignazione per il degrado in un voto di rottura, puntando sulla coerenza di dieci anni passati "in trincea" senza mai cambiare casacca. Resta da capire se i salernitani sceglieranno di premiare questo approccio basato sulla vigilanza perpetua, scommettendo su chi promette di non togliere mai il "fiato sul collo" a chiunque siederà nella stanza dei bottoni.
"Il Termometro dell'Aula" non si ferma. La nostra analisi prosegue per mettere a nudo sogni, bilanci e contraddizioni di chi si candida a disegnare la Salerno di domani. Chi sarà il prossimo protagonista?