Salerno, la Dikè attracca nel porto della legalità: studenti protagonisti della giornata

Salerno ha accolto una tappa importante del progetto nazionale “Per un Mare di Legalità”, promosso da Archeoclub d’Italia: l’arrivo della motovela Mare Nostrum – Dikè, bene confiscato alla criminalità e trasformato in simbolo concreto di riscatto sociale e cittadinanza attiva.

La manifestazione si è svolta nella cornice del Circolo Canottieri Irno, trasformato per l’occasione in uno spazio di confronto tra istituzioni, forze armate, magistratura, scuola e associazionismo. A fare gli onori di casa è stato il presidente del Circolo, Giovanni Ricco, che ha sottolineato l’importanza di aprire luoghi simbolici della nautica a progetti educativi e sociali.

Protagonisti attivi della giornata sono stati gli studenti di numerose scuole salernitane, che hanno seguito con grande attenzione il convegno e visitato sia la motovela che la mostra fotografica dedicata alla tutela ambientale, a cura dell’Associazione Lello Montone. Gli studenti hanno anche partecipato a laboratori tematici dedicati al mare, alla legalità e al recupero dei beni confiscati.

Il convegno, moderato con competenza e partecipazione, ha visto l’intervento della promotrice dell’iniziativa per la città, Giovanna Pisapia, presidente dell’Archeoclub “Il Torrione” di Salerno, che ha definito la Dikè “un messaggio potente di rinascita e responsabilità”, aggiungendo: “È il segno tangibile che ciò che è nato nel male può essere trasformato in bene comune, se sostenuto da valori, impegno e collaborazione”.

Ha portato il suo saluto anche il presidente nazionale di Archeoclub d’Italia, Rosario Santanastasio, ideatore del progetto, che ha raccontato la genesi e la missione della motovela Dikè come “laboratorio itinerante di cittadinanza attiva”.

Tra gli interventi istituzionali, significativa la presenza del sindaco di Salerno Vincenzo Napoli, del consigliere regionale Franco Picarone, del comandante della Capitaneria di Porto di Salerno C.V. Sirio Faè, del questore di Salerno Giancarlo Conticchio, del comandante del 4° Reggimento Carri Col. Antonio Merenda, del comandante della Compagnia Carabinieri Col. Antonio Corvino, del comandante della Polizia Municipale Rosario Battipaglia, del Tenente Colonnello Giuseppe Alise della Scuola Sottufficiali dell’Aeronautica Militare, e dell’assessore Claudio Tringali, in rappresentanza dell’amministrazione comunale.

Ampio spazio è stato dedicato al tema della giustizia minorile e della giustizia di comunità, con gli interventi del procuratore del Tribunale per i Minorenni Angelo Frattini, del GUP Giovan Francesco Fiore, della dirigente dell’USSM Teresa Sorrentino, e della dirigente dell’UEPE Roberta Lakelin, che hanno messo in luce il valore educativo e simbolico del riutilizzo dei beni confiscati, in particolare verso i più giovani.

Non è mancata la voce del terzo settore, con Francesca Esposito, referente del progetto Mare Nostrum, che ha raccontato le storie e i cambiamenti raccolti lungo il viaggio della Dikè, dell’Avv. Giovanni Carleo, presidente della Fondazione Sinapsi, che ha ribadito l’importanza del turismo accessibile in chiave di diritti, e dell’architetto Riccardo Paolo Aiello, presidente di Freediving World Italia, che ha posto l’accento sulle minacce ambientali legate al mare e sul ruolo dei giovani nella sua tutela.

Tra gli interventi più significativi, quello del consigliere regionale Franco Picarone, che ha sottolineato l’impegno della Regione Campania nel sostenere progetti che coniugano educazione civica, cultura e uso sociale dei beni confiscati: “Il sostegno della Regione Campania a progetti come questo è una scelta precisa: investire su cultura, educazione e riuso sociale dei beni confiscati”.

Con l’arrivo della Dikè a Salerno, dopo le tappe di Napoli, Palermo, Messina e Vibo Valentia, è approdata anche una nuova idea di legalità, da vivere e costruire attraverso il coinvolgimento diretto dei cittadini e delle scuole.

Un’esperienza che ha lasciato un segno profondo: la legalità può e deve salpare ogni giorno, insieme al rispetto per il mare, la memoria e il bene comune.