Salerno, l’arte dei giovani contro l’orrore dei conflitti: a Capaccio la finale di “Mille Mani per un Sorriso”

In un’epoca segnata da conflitti sempre più vicini e "invasivi", la risposta delle nuove generazioni arriva attraverso il linguaggio universale dell’arte. Si terrà domenica 29 marzo 2026, alle ore 17:00, presso la Sala Conferenze della Casa Canonica di Capaccio Capoluogo, la cerimonia di premiazione della decima edizione del Concorso Nazionale "Mille Mani per un Sorriso".
L’iniziativa, che spegne quest’anno dieci candeline confermandosi un punto di riferimento per gli Istituti Comprensivi di tutta Italia, ha raccolto anche in questa edizione un successo straordinario. Centinaia di allievi hanno risposto alla chiamata degli organizzatori, cimentandosi in una sfida complessa: tradurre in opere grafico-pittoriche e cortometraggi le proprie riflessioni sulle cause e, soprattutto, sulle drammatiche conseguenze delle guerre contemporanee.
Il concorso non è solo una competizione artistica, ma un vero e proprio percorso pedagogico. L’obiettivo degli organizzatori è chiaro: stimolare nei giovanissimi la ricerca e lo studio critico dei conflitti per far maturare una consapevolezza profonda sulle possibili risoluzioni.
"Un mondo senza guerra è qualcosa a cui possiamo aspirare realisticamente e su cui possiamo lavorare", scriveva la scienziata Margherita Hack.
È proprio questo lo spirito che anima la manifestazione: la convinzione che, sebbene eliminare i conflitti sia un compito arduo, la strada passi necessariamente per la promozione del dialogo, il riconoscimento dei diritti umani, la giustizia sociale e l'accesso universale all'istruzione.
Durante la cerimonia, aperta a tutta la cittadinanza, i presenti potranno ammirare l'esposizione delle opere realizzate dagli studenti. Sarà inoltre possibile ascoltare le motivazioni della Giuria, che ha analizzato i lavori non solo sotto il profilo estetico e tecnico, ma soprattutto per la capacità di veicolare messaggi di inclusione, equità e pace sostenibile.
Un appuntamento che trasformerà Capaccio, per un pomeriggio, nella capitale della speranza vista con gli occhi dei ragazzi, ricordando a tutti che nessuno deve desistere dal dare il proprio "piccolo contributo" per un futuro senza sopraffazioni.