Inflazione OCSE: cresce il costo del cibo, stabile il dato complessivo nel G7

L’inflazione alimentare torna a salire nei Paesi OCSE. A febbraio il dato su base annua ha raggiunto il 4,0%, in aumento rispetto al 3,7% registrato a gennaio. Un incremento trainato in gran parte dalla Turchia, dove si è registrato un aumento significativo pari a 4,7 punti percentuali.

Nel complesso, l’inflazione alimentare è cresciuta solo in otto Paesi OCSE, mentre è diminuita in circa la metà di quelli per i quali sono disponibili i dati. Restano invece sostanzialmente stabili sia l’inflazione energetica sia quella di base (al netto di energia e alimentari), con un equilibrio tra Paesi in aumento e in diminuzione.

Nel G7, l’inflazione complessiva annua si è mantenuta stabile al 2,1%. A registrare aumenti sono state soltanto Francia e Italia. Nel nostro Paese, l’incremento è stato determinato soprattutto dall’accelerazione dei prezzi nel settore dei servizi, mentre in Francia è cresciuta l’inflazione di base.

In Canada, invece, l’inflazione è calata per effetto della fine di una riduzione fiscale temporanea introdotta nel febbraio 2025. Leggera diminuzione anche in Germania e Giappone.

Negli Stati Uniti e nel Regno Unito – gli unici Paesi del G7 con un’inflazione superiore al 2% – il dato è rimasto stabile. In generale, l’inflazione di base continua a rappresentare il principale fattore che sostiene il livello complessivo dei prezzi nelle economie avanzate.