All'Angelus domenicale, Leone XIV ha invitato i fedeli a riscoprire una fede capace di guardare la realta' con lucidita' e responsabilita', respingendo l'idea diffusa che credere significhi rinunciare alla ragione. Il Papa ha sottolineato che l'incontro con Cristo non oscura lo sguardo, ma lo illumina e lo rende piu' attento alle sofferenze del mondo. E osservando quanto sia diffusa l'opinione, secondo cui la fede sarebbe una specie di 'salto nel buio', una rinuncia a pensare, cosicche' avere fede significherebbe credere 'ciecamente'". "Il Vangelo ci dice invece che a contatto con Cristo gli occhi si aprono, al punto che le autorita' religiose chiedono con insistenza al cieco guarito: 'In che modo ti sono stati aperti gli occhi?', Il Papa ha indicato la necessita' di una fede capace di leggere i segni dei tempi e di trasformarsi in impegno concreto. In questo contesto la citazione della prima enciclica di Papa Francesco, la Lumen Fidei in realta' scritta a quattro mani con il predecessore Benedetto XVI che aveva iniziato il testo lasciandolo al successore: "Fratelli e sorelle, anche noi, guariti dall'amore di Cristo, siamo chiamati a vivere un cristianesimo "dagli occhi aperti". La fede non e' un atto cieco, un abdicare alla ragione, una sistemazione in qualche certezza religiosa che ci fa distogliere lo sguardo dal mondo. Al contrario, la fede ci aiuta a guardare "dal punto di vista di Gesu', con i suoi occhi: e' una partecipazione al suo modo di vedere e, percio', ci chiede di 'aprire gli occhi', come faceva Lui, soprattutto sulle sofferenze degli altri e sulle ferite del mondo".
Papa: cita l'enciclica a quattro mani di Benedetto e Francesco
- Pangea Press Redazione
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