Giù la maschera, Romualdo

Buona la prima, per l’ultimo lavoro di Rodolfo Fornario “Lui è io”, andato in scena in questo week end sul palcoscenico del Teatro di Portacatena. La vince a mani basse Daniele Alfieri, esilarante interprete di Ludo
 

  (il regista Rodolfo Fornario e tutti i protagonisti dello spettacolo)

L'abito fa il monaco? “‘O fa, ‘o fa”, sentenzia Manuel Fantoni al suo “allievo” Sergio Benvenuti in Borotalco. Pare crederci Romualdo Muflone, impiegato del catasto, sessantacinquenne praticamente senza vita sociale, separato da qualche anno, che si affida ad un sito di incontri per single. E’ Romualdo, infatti, il protagonista dell’ ultimo lavoro teatrale licenziato dalla penna di Rodolfo Fornario “Lui è io”, andato in scena in questo week end sul palcoscenico del Teatro di Portacatena. Oggi i social network sembrano avere un grande impatto sulla nostra autostima, perché strettamente legati non solo all’immagine che abbiamo di noi stessi, ma anche a quella che vorremmo avere. Romualdo, un convincente Antonello Cianciulli, avverte il bisogno di essere perfetto, la prima faccia della medaglia per chi ha una bassa autostima, così non può che essere deleterio a se stesso, poiché è come se avesse l’ulteriore conferma di non essere abbastanza considerato, solo perché non si rientra in quelli che sono i canoni della bellezza odierna.

 (Antonello Cianciulli)

Una bellezza presente sui social, ma non nella nostra vita, almeno non in quella reale. Dunque, è come se i social ci offrissero uno stereotipo di bellezze e stili di vita che ci sembrano difficili da raggiungere, attivando un conflitto interno quando ci rendiamo conto che la nostra realtà non coincide con quella presentata in rete. Da qui non possono che derivare delle conseguenze importanti: ci si arriva a prefissare obiettivi irreali, e più non vengono raggiunti, più la nostra autostima arriva a risentirne. Ciò porta a parlare anche di un altro aspetto del forte bisogno di consenso, la maggior parte di noi costruisce online una persona che risulta solo essere una versione potenziata di se stessa. Si tende a valorizzare le nostre caratteristiche positive, all’inverosimile, per quell’ innato bisogno di essere apprezzati. Sta in questo problema il senso della commedia comica di Fornario, ma che allo stesso tempo fa riflettere, nella migliore tradizione del nostro teatro. Una commedia gradevole, misurata, sulle note di Albano (presenza invisibile ma importante nell'economia della storia) snoda una vicenda non certo originale, ma condotta con brio, fitta di battute e vivacizzata da due caratteristi, al meglio delle loro possibilità quali Roberto De Angelis che impersona la figura di Gabriele, fratello di Romualdo, architetto di grido, compagno di Ludovico, cui dà voce Daniele Alfieri. 

 (Roberto De Angelis)

Non amanti nascoste, corna e tradimenti, entrate e uscite a tempo dalle porte, in questa pièce, ma situazioni comiche e personaggi realmente improbabili. Attraverso dialoghi esilaranti, il pubblico è stato coinvolto in una commedia che esplora le complessità delle relazioni, le avventure a termine, il maschile,  il femminile, la rottura degli stereotipi di genere e quella, ancora più devastante, dell’amore, che ha sempre avuto grande spazio, nel tentativo continuo di raccontare l’evoluzione della società e del costume. Nel lavoro questi temi prendono forma in un racconto moderno ed estremamente divertente, ma anche pieno di tenerezza e verità, come sempre succede nel teatro della vita. Romualdo, infatti, si propone sul sito di incontri, nei panni del brillante fratello Gabriele, archistar, anche per la curiosità di capire cosa si prova ad essere un uomo colto, bello, affascinante e con tanti interessi particolari e stimolanti. Veronica, la ammaliante Antonella Quaranta, è una donna di origini meridionali che lavora a Milano e una sua foto attira l’interesse di Romualdo il quale, dal suo divano e dietro lo schermo,  prova un impacciato approccio, incredibilmente corrisposto da Veronica, che sfocia in un continuo dialogo virtuale per tre mesi tutte le notti attraverso cui i due scoprono di avere tanti interessi in comune. Una mattina, Romualdo riceve il messaggio di Veronica che piomberà a Napoli per conoscere Gabriele da vicino.

 (Antonella Quaranta)

Il povero Romualdo si vede così costretto a chiedere l’aiuto di suo fratello per continuare la finzione, profittando anche della assenza di sua figlia Clara, universitaria, personaggio che ha salutato il debutto di Rosa Pia Greco. Ma la realtà fa pagare il conto a tutti poiché, dopo infiniti imprevisti, cadono le maschere inclusa quella di Veronica, che ha usato le stesse armi per approcciare Romualdo, ma trionferà l’amicizia. Fornario si è dimostrato un regista attento ai dettagli, capace di creare situazioni divertenti ma anche toccanti e di far emergere il lato umano dei personaggi.  

 (Rosa Pia Greco)

I tre protagonisti, unitamente agli altri attori (ovvero Rosaria La Femina, perfetta interprete della domestica ucraina, Rosa Pia Greco, la quale ha schizzato una assennata Clara, che ha avuto a che fare con tutti personaggi succubi delle mode del momento, sino ad accettare un brindisi con l’acqua calda e, su tutti Daniele Alfieri, Ludo, dalla mimica sopra le righe, il nuovo principe salernitano della commedia brillante) hanno dimostrato grande intesa scenica, riuscendo a trasmettere l’emozione del momento creando uno spettacolo equilibrato, in cui il comico si alterna al drammatico senza mai risultare forzato.

 (Daniele Alfieri)

Per tale motivo la regia è stata capace di focalizzare sempre l’attenzione dello spettatore sui personaggi, che sono stati resi credibili dalle performance degli attori, i quali hanno espresso liberamente per intero la loro preparazione e il loro talento. Applausi per tutti e se qualche discronia è potuta purtroppo arrivare in platea, il tour che vedrà impegnata la compagnia in diversi luoghi, la farà sparire proprio sui prossimi palcoscenici, sempre se si olierà perfettamente ogni automatismo.

 (Rosaria La Femina)

Le foto sono di Antonio Rinaldi

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