Il mito eterno di Medea si spoglia di ogni artificio tecnologico per ritrovare la sua forza viscerale più autentica. Sabato 31 luglio, nella suggestiva cornice dell’Eremo dello Spirito Santo di Pellezzano, andrà in scena ‘A Medea, uno straordinario allestimento che unisce la potenza drammatica della tragedia greca alla poesia del verso napoletano. L’evento si avvale del Patrocinio Morale del Comune di Pellezzano e vede alla regia e alla co-scrittura Rodolfo Fornario, autore di alcuni mirati interventi sul testo che ne hanno attualizzato in particolar modo la conclusione. La forza drammatica dell'opera si affida a un cast d'eccezione guidato da Antonella Quaranta nel ruolo di Medea, affiancata da Roberto De Angelis nei panni di Giasone e da Daniele Alfieri in quelli di Eliseo. Le vicende prendono forma anche grazie alle interpretazioni di Enzo Visconti come Alisanto, Donatella Forte nel ruolo de ‘A nutriccia, Valerio De Leo in quello de ‘O prufessore, Carmela Liguori nelle vesti di Jennara, e dai giovanissimi Bruno Ariemma e Mariarosaria Gargano nei panni dei figli di Medea. A dare corpo e voce al dramma corale sarà un imponente coro composto da Loredana Veneziano, Annalisa Ravveduto, Teresa Massaro, Giusy Esposito, Mimmo Galotta, Marina Napoli, Pina Raimondo e Natasha Sica.
La genesi della messa in scena si intreccia con un affascinante percorso di memoria e casualità che lega Rodolfo Fornario alla figura del Dottor Giovanni Novi, medico napoletano con la passione per il teatro. Il loro primo legame risale agli esordi di Fornario che, appena diciottenne, mosse i suoi primi passi artistici in una compagnia amatoriale di Portici di cui il Dottor Novi era autore. A distanza di anni, quindici anni fa a Salerno, un fortuito incontro ha permesso a Fornario di conoscere Alessandra Novi, figlia dell'indimenticato medico drammaturgo. È stata proprio Alessandra a fargli dono di un copione smarrito tra le carte del padre, rimasto poi custodito in un baule per dodici anni prima di essere riscoperto e rivelarsi un autentico capolavoro dimenticato: una Medea fedele alla struttura classica ma interamente riscritta in versi napoletani a metrica variabile. A differenza della tradizione euripidea con il salvataggio sul carro alato, la versione di Novi condanna Medea a un'espiazione eterna, trasformandola in una figura errante schiacciata dal peso del proprio gesto. La musicalità e la visceralità dell'idioma napoletano amplificano così l'intensità e la passione della tragedia originale.
Lo spettacolo segna inoltre il debutto del progetto Teatro Green – Solo emozioni zero emissioni, un'iniziativa pensata per valorizzare i luoghi storici del territorio azzerando l'impatto ambientale. La rappresentazione si svolgerà in forma acustica pura, senza l'ausilio di impianti di amplificazione vocale o di illuminazione artificiale. Lo spettacolo inizierà alle ore 19:00 precise: la scenografia naturale sarà la vista panoramica che si gode dall'Eremo, mentre il disegno luci sarà affidato unicamente alle sfumature del tramonto, riportando la voce e l'interpretazione dell'attore al centro dell'esperienza teatrale.
Per garantire il massimo rispetto dell'ambiente e agevolare il pubblico, gli organizzatori hanno predisposto un servizio di navetta gratuita. Le navette saranno attive dalle ore 17:45 con partenza dal parcheggio antistante il Palazzetto dello Sport di Pellezzano per condurre gli spettatori direttamente all'Eremo e riaccompagnarli alle proprie vetture al termine dell'evento.
'A Medea in versi napoletani all'eremo di Pellezzano: il teatro al tramonto
- Pangea Press Redazione
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