Deforestazione, Ue: 30 dicembre nuove regole per imprese

"Il conto alla rovescia è cominciato. Dopo due rinvii in due anni e una serie di semplificazioni per andare incontro alle preoccupazioni delle imprese interessate, il regolamento Ue contro la deforestazione (Eudr) dovrà essere applicato a partire dal 30 dicembre da quelle grandi e medie che rientrano nel perimetro. Per le piccole e micro imprese l'obbligo scatterà invece dal 30 giugno 2027. (...) L'obiettivo delle nuove regole è contribuire ad arginare il fenomeno della riduzione delle foreste responsabile dell'11 % delle emissioni globali di gas serra. (...) Le aziende Ue che importano, vendono o esportano queste materie prime e centinaia di prodotti da loro derivati - identificati secondo precisi codici doganali - dovranno dimostrare che non provengono da terreni deforestati o degradati a partire dal 31 dicembre 2020. (...) «Entro dicembre - chiarisce Fabio Favorido, partner & associate director, Nature and Climate impact di Bcg - le aziende devono aver messo a punto l'infrastruttura per generare in tempo reale la mappatura dei fornitori e la loro geolocalizzazione, attraverso un processo interno di compilazione e caricamento già collaudato. Perché da fine 2026 senza dichiarazione di due diligence nessuna spedizione si muoverà». (...) Non esiste un numero ufficiale aggregato sulla platea delle imprese italiane interessate dalla normativa come operatori a monte: «Indicativamente, incrociando i dati disponibili - fa notare Favorido - un valore ipotizzabile potrebbe situarsi tra le 25 e le 30mila: di esse circa 24.400 sono riferibili al settore del legno-arredo, già soggetto dal 2010 all' Eutr, (il regolamento legno divenuto applicabile nel 2013). La parte restante riguarda invece gli altri settori». (...) «Il punto di forza principale delle nuove regole, dice Favorido, «è l'introduzione di uno standard unico europeo dove prima esistevano solo certificazioni volontarie frammentate e non comparabili». (...) Il rischio più concreto per le Pmi è quello di restare escluse dalla filiera: se un fornitore in un Paese terzo non riesce a garantire tracciabilità, l'impresa italiana collegata può perdere l'accesso a quella fornitura fino a quando non trova un'alternativa. «Per attenuare questi costi - conclude Favorido - la strada più efficace resta l'aggregazione tramite consorzi di filiera o piattaforme di tracciabilità condivise tra imprese dello stesso settore»" si legge su Il Sole 24 Ore.