Agricoltura, Biodiversità e Attività Venatoria: Una Sinergia Possibile e Necessaria

Non più compartimenti stagni, ma vertici di un unico triangolo vitale. Questo è il messaggio centrale emerso durante l’importante convegno tenutosi mercoledì 6 maggio presso l’Auditorium dell’Istituto d’Istruzione Superiore "Enzo Ferrari" di Battipaglia. L’incontro, dal titolo emblematico "Agricoltura, Biodiversità e Attività Venatoria: una sinergia possibile, forse necessaria", ha esplorato le complessità di un ecosistema rurale moderno che richiede una gestione oculata e integrata.
Il superamento della "cartolina statica"
L’evento ha messo in luce come il paesaggio rurale non sia una realtà immobile, ma un sistema dinamico sottoposto a continue pressioni. In questo contesto, l'agricoltura è stata definita come il primo baluardo della tutela ambientale. Tuttavia, gli agricoltori si trovano oggi ad affrontare una sfida paradossale: la necessità di preservare la varietà biologica dovendo, al contempo, proteggere le proprie colture dall'impatto di popolazioni di fauna selvatica spesso fuori controllo.
La caccia come "Sentinella Ambientale"
Uno dei punti più dibattuti ha riguardato l'evoluzione dell'attività venatoria. Superata la vecchia concezione di mera attività ricreativa, la caccia moderna – se guidata da solidi piani basati su censimenti scientifici e monitoraggi costanti – emerge come uno strumento essenziale per l'equilibrio ecosistemico. Il cacciatore moderno è stato descritto come una vera e propria "sentinella ambientale", capace di intervenire attivamente nel ripristino di siepi, boschetti e zone umide, contribuendo in modo decisivo a contrastare la diffusione di specie invasive come il cinghiale.
Le istituzioni e la scienza
Sotto la moderazione di Stefania Cavaliere (StileTv), il dibattito ha visto alternarsi i saluti istituzionali del Dirigente Scolastico Dott. Luca Mattiocco, della Sindaca di Battipaglia Cecilia Francese, di Pietro D’Aniello (Presidente Provinciale Unpli) e di Giuseppe Orlotti (Sindaco di Giungano).
Gli interventi tecnici hanno approfondito il legame tra biodiversità e gestione del territorio grazie al contributo del Prof. Domenico Fulgione (Università Federico II), di Guglielmo Storti (Presidente ATC Salerno 1), di Angela Pisacane (Presidente COPAGRI Salerno), di Veronica Iannone (Presidente FIS Campania) e dell’Assessore Regionale all’Agricoltura Carmela Serluca.
Un ponte verso il futuro
L'obiettivo dell'incontro è stato quello di "gettare un ponte" capace di superare i pregiudizi, riconoscendo che una natura incontaminata non è separata dall'uomo, ma è un paesaggio culturale di cui siamo responsabili. La Politica Agricola Comune (PAC) 2023-2027 offre la cornice normativa necessaria, ma la reale sopravvivenza di quel mosaico paesaggistico che rende unico il nostro Paese dipende dalla sinergia operativa tra scienza, istituzioni, agricoltori e mondo venatorio.
La giornata si è conclusa con un momento di valorizzazione delle eccellenze locali: un buffet curato dagli studenti dell’indirizzo Enogastronomia e Ospitalità Alberghiera dell'Istituto Ferrari, arricchito dai prodotti offerti da CoPagri e dal servizio di olio e vino a cura della FIS - Fondazione Italiana Sommelier.