Africa Day & Cultural Diversity Day 2026: a PARCO oltre 400 persone per celebrare unità, culture e futuro

Si è conclusa con grande successo la terza edizione milanese di Africa Day, organizzata dall’Africa Day Committee, guidato da Erla Gazine, in collaborazione con PARCO, lo spazio culturale di via Ambrogio Binda 30 a Milano.

Oltre 400 partecipanti — tra rappresentanti della diaspora africana, cittadini italiani, artisti, intellettuali e ospiti arrivati da diversi Paesi africani ed europei — hanno preso parte a una giornata intensa di riflessione, incontro, musica, cucina e festa.

L’edizione 2026 ha assunto un valore particolarmente simbolico perché ha riunito in un unico appuntamento tre ricorrenze: l’Africa Day, che celebra la fondazione dell’Organizzazione dell’Unità Africana, oggi Unione Africana, avvenuta il 25 maggio 1963; la Giornata Mondiale della Diversità Culturale per il Dialogo e lo Sviluppo, promossa dall’UNESCO e celebrata il 21 maggio; e il secondo anniversario di PARCO, inaugurato proprio il 21 maggio 2024.

La giornata si è articolata in due momenti principali: una conferenza dedicata al futuro politico e culturale dell’Africa e una seconda parte conviviale, con degustazioni, musica, danze e momenti di socialità.

Il cuore dell’evento è stata la conferenza “L’urgenza del sogno degli Stati Uniti d’Africa”, dedicata a un tema che oggi non appare più soltanto come un’utopia romantica legata al panafricanismo storico, ma come una questione strategica e politica di grande attualità. In un mondo attraversato da nuove tensioni geopolitiche, crisi climatiche, trasformazioni digitali e profonde disuguaglianze economiche, il tema dell’unità africana si ripropone infatti come condizione essenziale per rafforzare la sovranità, la rappresentanza e il ruolo del continente nello scenario globale.

Ad aprire i lavori è stato Raul Domingos, Ambasciatore del Mozambico presso la Santa Sede, che nel suo intervento inaugurale ha richiamato con forza la necessità di una volontà politica autentica e coraggiosa, capace di trasformare l’unità africana nell’ultimo e decisivo tassello del processo di decolonizzazione. Un’Africa frammentata, ha ricordato l’Ambasciatore, rischia di restare debole nel confronto con le grandi potenze mondiali; solo attraverso una visione comune e coesa il continente potrà affermare pienamente la propria sovranità politica, economica e culturale.

Il dibattito, moderato dai giornalisti David Pacavira, angolano, e Stefania Okereke, italo-nigeriana, si è distinto per la qualità e la profondità degli interventi. Il panel ha riunito voci autorevoli del pensiero, dell’economia, della società civile e della diaspora africana in Italia: Jean-Léonard Touadi, già membro del Parlamento italiano e oggi Ambasciatore delle Nazioni Unite per l’Africa; Severino Ngoenha, tra le figure più importanti della filosofia africana contemporanea; Vicente Cossa, avvocato ed esperto dei sistemi sociopolitici africani; Dino Foi, imprenditore e promotore di iniziative di cooperazione tra Africa ed Europa; e Otto Bitjoka, economista e Presidente dell’UCAI – Unione Comunità Africane d’Italia Onlus.

Hanno poi preso la parola Pedro Fernandes, Presidente dell’ODM – Organizzazione della Diaspora Mozambicana, l’avv. Nicola Zito e l’atleta senegalese James Mbaye, arricchendo il confronto con ulteriori prospettive dal mondo della diaspora, dell’impegno civile e dello sport.

Dalle diverse prospettive è emersa una visione condivisa: il progetto dell’unità africana non è soltanto un ideale politico, ma una necessità concreta per affrontare le sfide economiche, sociali e geopolitiche del presente. A oltre sessant’anni dalle grandi speranze panafricaniste e dal sogno di Kwame Nkrumah di un’Africa finalmente unita, forte e solidale, quel progetto conserva tutta la sua urgenza.

Un momento particolarmente toccante è stato il ricordo di Alpha Fadiga, figura importante della diaspora milanese recentemente scomparsa. A rendergli omaggio sono stati lo scrittore italo-senegalese Pap Khouma e Godwin Chukwu, nigeriano, esperto di cooperazione internazionale, alla presenza della moglie e della figlia di Alpha Fadiga.

La giornata ha dato spazio anche al linguaggio universale dell’arte, con gli interventi di due artisti internazionali, presentati da Erla Gazine: Eric Charles-Donatien, raffinato e innovativo designer plumassier di base a Parigi, ha raccontato il proprio percorso creativo e presentato tre delicate opere realizzate con piume. Armando Milani, graphic designer di fama internazionale, ha presentato alcuni suoi poster dedicati all’Africa e alla pace, ricordando la forza della comunicazione visiva come strumento di consapevolezza e dialogo.

A chiudere il convegno è stato Roberto Polillo, fondatore di PARCO, che ha ricordato il percorso dei primi due anni dello spazio milanese: oltre cinquanta organizzazioni hanno contribuito, con i loro eventi, a costruire un progetto culturale fondato sull’incontro tra culture, idee e visioni per il futuro.

La seconda parte della giornata è stata dedicata alla convivialità e alla festa. Il pubblico ha potuto degustare la cucina africana dello chef Ernesto Kouassi e i signature cocktail multiculturali di PARCO creati dal bartender Morris Maramaldi. La musica e la danza hanno accompagnato il pomeriggio e la serata con il gruppo di percussionisti guidato da Gil Felisberto Daniel, con il DJ set di DJ Kobby e con gli interventi musicali e performativi del team Shakara, collettivo artistico dedicato alla diffusione della black music, guidato da Tommy Kuti e composto da Helene, Amoro, Wado e DJ Marteh, con il contributo del social media manager Enny.

Alla parte culinaria hanno contribuito la CIGAC – Confederazione Internazionale della Gastronomia e Arti Culinarie e, con i loro prodotti, Cantina San Vettor, Casa Spadoni, Lainox, Acqua San Benedetto e Biskolak.

In chiusura, non è mancato il momento degli auguri per il secondo compleanno di PARCO, celebrato con una originale torta di pasticcini marocchini creata dalla pasticceria milanese Medina e con un brindisi simbolico a base di classico tè marocchino alla menta.

Al termine dell’evento, conclusosi a PARCO alle 22, DJ Kobby e molti partecipanti si sono trasferiti al vicino Club BIKO, a pochi metri da via Ambrogio Binda, per proseguire la serata e danzare fino a notte fonda. Il passaggio al BIKO è stato reso possibile da un accordo tra PARCO e il Club BIKO, rafforzando il clima di collaborazione e continuità culturale tra due realtà del quartiere. 

Alla sua terza edizione, l’Africa Day milanese si conferma così non solo come una ricorrenza, ma come uno spazio vivo di amicizia, dialogo culturale e confronto politico tra i popoli. Una giornata capace di unire pensiero, arte, musica e convivialità, mantenendo viva la speranza di un’Africa unita, coesa e pienamente protagonista del proprio destino.