Si conclude un passaggio fondamentale per una delle infrastrutture energetiche più rilevanti d’Europa: è stata completata la posa del ramo est del Tyrrhenian Link, il grande elettrodotto in corrente continua promosso da Terna che collegherà la Campania alla Sicilia.
L’intervento segna la conclusione delle opere marine tra le due regioni. Il collegamento sottomarino, lungo complessivamente 490 chilometri, unisce Fiumetorto, nel territorio di Termini Imerese, con Torre Tuscia Magazzeno, a Battipaglia, in provincia di Salerno.
La posa dei cavi è stata realizzata da Prysmian, società che nel 2021 si era aggiudicata il contratto quadro per la progettazione, fornitura e installazione di oltre 1.500 chilometri di cavi destinati ai principali collegamenti di Terna. Il primo cavo era stato installato nel maggio 2025 dalla nave Leonardo da Vinci, mentre il secondo è stato completato dalla nave Monna Lisa, chiudendo ufficialmente la tratta Campania-Sicilia.
Per la realizzazione del ramo est sono stati necessari 150 giorni di attività navale, con utilizzo di tecnologie avanzate e monitoraggio costante del fondale marino lungo tutto il tracciato.
Parallelamente proseguono i cantieri sulla terraferma per la costruzione delle stazioni di conversione di Eboli e Termini Imerese. In Campania, il collegamento tra la stazione elettrica e l’approdo di Battipaglia sarà assicurato da un elettrodotto interrato di circa 15 chilometri, progettato per ridurre al minimo l’impatto ambientale e paesaggistico.
Il Tyrrhenian Link comprende anche il ramo ovest tra Sicilia e Sardegna, per un investimento complessivo di 3,7 miliardi di euro. L’opera, lunga circa 2.000 chilometri complessivi, è considerata strategica anche a livello europeo ed è inserita tra i progetti del programma REPowerEU, con un finanziamento comunitario da 500 milioni di euro.
Secondo Terna, il nuovo collegamento permetterà di rafforzare l’interconnessione elettrica tra Campania, Sicilia e Sardegna, migliorando sicurezza, affidabilità e flessibilità della rete nazionale, oltre a favorire il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione previsti dal Piano nazionale energia e clima.
Un’infrastruttura chiave, dunque, che pone il Sud Italia al centro della nuova rete energetica del Mediterraneo.