Il valore del rigore: la linea della fermezza nella gestione del bene pubblico a Salerno

Il ritorno di Vincenzo De Luca alla guida di Palazzo Guerra ha coinciso, sin dai primi giorni di questo suo quinto mandato, con un preciso segnale di svolta metodologica: l’adozione di una linea di fermezza intransigente nella tutela del decoro urbano e delle infrastrutture cittadine. Non si tratta di una semplice dichiarazione d'intenti, ma di un principio operativo che si traduce in un monitoraggio serrato sull’operato delle imprese aggiudicatrici dei lavori comunali, chiamate oggi a rispondere standard qualitativi e temporali non negoziabili.
L’ultimo e più evidente esempio di questa strategia è emerso nel corso del recente incontro tra il primo cittadino e i vertici di Enel Distribuzione, convocati per fare il punto sulla posa dei cavi elettrici nel sottosuolo. La posizione espressa dall'amministrazione è stata netta: nessun nuovo cantiere sarà autorizzato fino a quando non saranno completati, con rapidità e a regola d'arte, i ripristini della pavimentazione stradale nei tratti già interessati dagli scavi. Si stabilisce così un precedente e una regola aurea valida per qualunque operatore: chi usufruisce del suolo pubblico per interventi infrastrutturali ha l'obbligo normativo e civile di restituire le strade alla cittadinanza in condizioni perfette.
Questo approccio, improntato al massimo rigore, mira a scardinare una prassi purtroppo diffusa in molti contesti urbani, dove i cantieri si succedono lasciando dietro di sé asfalti degradati e disagi prolungati. A Salerno si volta pagina: l'efficienza dei servizi non può e non deve viaggiare a discapito della sicurezza stradale e della vivibilità quotidiana.
La medesima fermezza amministrativa sta guidando la complessa gestione del litorale cittadino, in particolare per quanto riguarda gli interventi di ripascimento e protezione a Torrione. In questo caso, gli uffici comunali hanno agito d’anticipo, contestando formalmente all’impresa appaltatrice la non conformità dei materiali utilizzati rispetto alle rigide prescrizioni del capitolato d’appalto. Una scelta coerente che, se da un lato ha inevitabilmente aperto un contenzioso e avviato l'iter per la risoluzione del contratto, dall'altro testimonia la volontà irremovibile del Comune di non accettare compromessi sulla qualità delle opere pubbliche.
In attesa che la giustizia amministrativa faccia il suo corso e si possa procedere alla sostituzione dei materiali non idonei, la priorità della giunta si è immediatamente spostata sulla tutela della stagione balneare e sulla fruibilità degli spazi. Con il supporto di Arpac e Asl, già attivate per garantire l'assenza di criticità igienico-sanitarie, l'amministrazione è al lavoro per trovare soluzioni logistiche immediate. L'obiettivo dell'imminente tavolo tecnico con l'impresa esecutrice è chiaro: garantire ai salernitani l'accesso sicuro agli arenili anche durante la temporanea sospensione dei lavori.
L'attività frenetica di questi giorni a Palazzo Guerra delinea così il profilo di un'amministrazione che ha scelto di fare della responsabilità e del controllo rigoroso i propri capisaldi. Una strategia che rimette al centro l'interesse pubblico, pretendendo da partner privati e concessionari lo stesso rispetto per Salerno che la città stessa esige da chi la governa.