C’è chi a teatro ci va per vedere la commedia e chi, invece, la commedia preferisce organizzarla direttamente dietro le quinte.
Al Massimo di Salerno – il Teatro Verdi – sta andando in scena in queste ore un bizzarro prologo alla stagione di prosa, un vero e proprio "giallo del cartellone" che sta strappato più di un sorriso.
Il Teatro Pubblico Campano, che cura la stagione di prosa, ha presentato, ieri mattina la nuova programmazione. Fin qui, tutto da copione.
Scorrendo le date, però, l'occhio cade sul primo grande nome: dal 12 al 15 novembre, ad aprire la stagione 2026/2027 arriva nientemeno che Vincenzo Salemme con il suo storico cavallo di battaglia, “E fuori nevica”. Un ritorno romantico, se si pensa che quel testo debuttò a Salerno molti anni addietro, quando un Salemme non ancora divo nazionale lo portò al Teatro Nuovo dall'amico Ugo Piastrella. Un'operazione nostalgia perfetta.
Se non fosse per un piccolissimo, trascurabile dettaglio: in quelle stesse identiche date, sul palco del Verdi, doveva già esserci qualcun altro.
Esatto. Dal 12 al 15 novembre 2026, le tavole del massimo cittadino erano già state opzionate – o "prenotate", per dirla in soldoni – da un altro organizzatore che ha chiamato un altro peso massimo dello spettacolo campano: Claudio Mattone, pronto a far risuonare le note del suo celeberrimo “C’era una volta... Scugnizzi”.
Immaginate la scena. Da un lato abbiamo i ragazzi di strada di Mattone pronti a ballare e cantare la legalità; dall'altro i "tre strampalati fratelli Righi" di Salemme, chiusi in casa a litigare dopo la morte della madre. Tutti convinti di avere le chiavi del teatro per lo stesso weekend. Più che un accavallamento di date, un vero e proprio condominio abusivo sul palcoscenico.
A rendersi conto che il cartellone del Verdi rischiava di diventare più affollato della tangenziale nell'ora di punta sono stati, pare, proprio i due registi. Telefonata tipo: «Vincè, ma a novembre che fai?» – «Sto al Verdi a Salerno» – «Eh, speriamo di no, perché ci stanno i miei scugnizzi sul palco».
Al momento la situazione è in mano alla diplomazia. Le rispettive agenzie dei due artisti sono fittamente interconnesse con gli organizzatori per sbrogliare la matassa. Come finirà? Cederà il passo la poesia degli scugnizzi o la comicità di Salemme? Troveranno un accordo? Per adesso non ci resta che attendere. Dopotutto, per dirla alla Eduardo, adda pasa 'a nuttata: aspettiamo e vediamo chi la spunta.