Non è stato soltanto uno spettacolo, ma un’esperienza immersiva e multisensoriale quella offerta dal Musical “San Pietro de Tumusso”, giunto alla sua seconda edizione. L’evento si è confermato uno degli appuntamenti culturali più originali e coinvolgenti del territorio valdianese, capace di unire arte, spiritualità, enogastronomia e memoria storica in un format innovativo.
Il pubblico non ha semplicemente “assistito” a un musical: lo ha vissuto. E lo ha fatto a partire da un percorso ben studiato che ha avuto come scenario l’incantevole “Percorso Benessere” di Prato, immerso nella natura tra sorgenti, grotte e silenzi carichi di storia. Qui, in un’atmosfera quasi mistica, è andata in scena la prima parte della serata, dedicata ai sapori della tradizione basiliana.
Tra i protagonisti gastronomici: le tisane e l’Amaro del Tumusso, i profumi de “Il Giardino delle Spezie” e i pani antichi del Panificio Radesca — prodotti autentici, capaci di raccontare il territorio attraverso il palato. È stato un viaggio nel tempo, reso ancora più suggestivo dalla presenza delle aziende locali che, con entusiasmo, hanno sposato la visione di un evento capace di valorizzare il patrimonio culturale e alimentare del Vallo di Diano.
La seconda parte ha visto la rappresentazione vera e propria del musical “San Pietro de Tumusso”, frutto di una sinergia artistica d’eccezione: il testo di Maria Totaro Pepe, le musiche originali di Romeo Mario Pepe e la regia intensa di Alessandra Totoli. Due i palcoscenici naturali, carichi di simbolismo: il sagrato della Chiesa di San Pietro e il Mulino antico dei Basiliani, scenografie vive che hanno dialogato con la storia messa in scena.
Sul palco, oltre quaranta artisti: il Coro Polimnia diretto da Annamaria Torresi, il talento del soprano Martina Bianculli (reduce da una brillante Mimì nella Bohème a Fossano), la voce di Martina Bernabò, i baritoni Mariano Mirra e Carmine Modola, accanto a Vicente Pepe, Gianluca Rosciano, Michele Rizzo, Salvatore Musella, Lorenzo Melillo e molti altri. I costumi, curati da Marianna Di Florio, hanno aggiunto colore e fedeltà storica, rendendo ogni scena visivamente potente.
L’opera, ispirata a documenti originali legati alla presenza dei monaci basiliani nella zona, è riuscita a trasformare la storia in teatro musicale d’autore, restituendo voce e anima a frammenti di passato spesso dimenticati. Emozione, intensità, verità: questi gli ingredienti che hanno reso unica la performance.
Fondamentale anche quest’anno il sostegno del Comune di Montesano sulla Marcellana, con la presenza attiva del sindaco Giuseppe Rinaldi e della sua Giunta, che hanno creduto fortemente nel progetto, insieme a sponsor come Amaro Tumusso, dimostrando come la collaborazione tra enti pubblici, artisti e imprese locali possa generare eventi culturali di alto profilo.
Il risultato? Un successo oltre le aspettative: una platea numerosissima e coinvolta, che ha applaudito con entusiasmo, lasciandosi trasportare tra suggestioni spirituali, musicali e sensoriali.
Un evento che non ha solo celebrato un luogo o una memoria, ma ha tracciato una nuova via per raccontare il Sud: quella della bellezza, della storia condivisa e dell’arte che unisce.